INTENSIVE PARENTING: essere genitori a tempo pieno rende felici?

Oggi, essere genitori non è per deboli di cuore. I genitori, in particolare le mamme, vengono inseguiti da consigli e raccomandazioni: una buona mamma stimola costantemente i propri figli, portandoli nei musei e facendogli fare attività extracurricolari; legge tutta la letteratura corrente sulla genitorialità e ritiene di essere la più qualificata e che non ci si possa fidare di nessuno, neanche dei mariti, perché non sono esperti come lei.  

Una ricerca condotta su 11 Paesi occidentali, tra cui USA, Regno Unito e Italia, e pubblicata sul journal of Marriage and Family sostiene che oggi si è più “genitori” rispetto a 50 anni fa. 

Dallo studio è emerso che:

  • Le mamme negli anni Sessanta dedicavano  in media 54 minuti per le attività ordinarie di cura dei bambini, oggi sono 104 minuti;
  • I padri invece sono passati da 16 a 59 minuti.

A fare la differenza sembra sia anche il livello di istruzione:

  • Le madri laureate dedicano 123 minuti ai figli contro i 94 di quelle meno istruite.
  • I padri laureati invece dedicano 74 minuti  contro i 50 degli altri padri.

Per gli autori dello studio si tratta di “intensive parenting“, un vero e proprio trend culturale, che trova nella crescita e nell’accudimento della famiglia il suo punto centrale.

Tutta questa attenzione sulla maternità intensiva sta rendendo le mamme più felici?

In uno studio, pubblicato di recente sul Journal of Child and Family Studies, i ricercatori hanno misurato l’intensive parenting prendendo in considerazione cinque categorie:

  • Stimolazione dei bambini;
  • Madre come unica figura importante;
  • Convinzione che la genitorialità centrata sul bambino sia molto diversa dalla genitorialità del passato in cui i bambini non venivano ascoltati;
  • Idea che i bambini siano sacri e portano sempre gioia e amore ai genitori;
  • Premessa che la genitorialità è impegnativa ed estenuante.

I ricercatori hanno esaminato 181 mamme di bambini di età pari o inferiore a 5 anni e hanno chiesto loro di compilare un questionario che misurava le loro opinioni sulla maternità intensiva. Le mamme che credono che i genitori debbano essere stimolanti e possedere conoscenze e competenze specialistiche erano più stressate e più depresse di quelle che non ritenevano obbligatorio una quantità così ampia di competenze.

È importante notare che la maternità intensiva non necessariamente riguarda le mamme casalinghe. Anzi, le mamme che lavorano tendono a pensare che la stimolazione sia fondamentale. “Quantità contro qualità”, afferma Schiffrin.

A dire il vero, è probabile che ci sia un po’ di maternità intensiva in ognuno di noi. Parliamo dell’importanza di avere del relax eppure ci sentiamo in dovere di mandare i nostri bambini al parco-giochi, a lezioni di ballo, all’allenamento di pallacanestro, alle lezioni di pianoforte, ecc.. perché siamo convinti che sia un bene per loro. E, molto probabilmente, perché i loro amici lo stanno facendo e non vogliamo che i nostri figli siano da meno.

Bisogna mettere al primo posto il coniuge o i figli?

Alcuni esperti, tra cui il terapeuta Davide Code, sostengono che i genitori per rendere davvero felici i bambini dovrebbero metterli in secondo piano rispetto al loro matrimonio. Affermano che un’eccessiva attenzione ai bambini crea prole esigente e genitori ansiosi.

Gli adulti che vogliono il meglio per i loro figli dovrebbero passare meno tempo a cercare di essere il genitore perfetto e più tempo a sforzarsi di essere il coniuge perfetto”.

“Il mito di oggi sui genitori è che più attenzione diamo ai nostri figli, migliori saranno i risultati, ma noi genitori siamo andati oltre: il nostro eccesso di attenzione sui figli sta facendo a loro più male che bene”, ha affermato lo psicoterapeuta Code, “Le famiglie incentrate sui bambini creano genitori ansiosi ed esausti e bambini esigenti; i genitori di oggi sono troppo sbrigativi a sacrificare vita e matrimonio per i nostri figli.”

Code crede che i bambini di oggi siano turbati perché ricevono troppa attenzione. “Ecco perché i bambini sembrano avere molti più problemi al giorno d’oggi di noi o dei nostri genitori”, ha detto. “Uccidendoci per dare un’infanzia perfetta e priva di traumi per i nostri figli, stiamo sprecando le nostre energie: il più grande dono che puoi dare ai tuoi figli è avere un matrimonio appagante“.

La dottoressa Madeline Levine, psicologa, ha recentemente affermato che i figli di genitori troppo coinvolti hanno tre volte più probabilità di soffrire di depressione e ansia. “La genitorialità eccessivamente coinvolta è un tentativo sottilmente camuffato di correggere ciò che non è andato bene nella vita dei genitori”.

 Ma i genitori che ammettono di mettere i loro matrimoni per primi rischiano una dura censura pubblica.  La scrittrice Ayelet Waldman ha detto che non si è ancora ripresa dalla furiosa reazione di quando ha ammesso di aver amato suo marito più dei suoi figli. “Desidero ardentemente il giorno in cui un eminente sociologo pubblica uno studio definitivo sul matrimonio in cui i genitori ammettono apertamente che si amano disperatamente, ardentemente e ancor più di quanto amino i loro figli”, ha detto Waldman, autore di Bad Mother. “Sarebbe meraviglioso se potesse essere stabilito una volta per tutte che i figli nati e cresciuti in questi matrimoni abbiano più successo e abbiano vite più felici e più sane dei bambini le cui madri concentrano i loro desideri e le loro passioni solo su di loro”.

Le mamme che adottano un approccio “intensivo” hanno meno probabilità di essere soddisfatte della loro vita e più probabilità di essere stressate.Ci sono pochi dati a lungo termine sul fatto che i genitori intensivi siano buoni o cattivi per i bambini, ma molte ricerche hanno dimostrato che avere una mamma stressata o depressa è negativo per i bambini.

Si può concludere affermando che, poiché dedicarsi full-time ai figli non rende felici i genitori e non porta vantaggi ai figli, la società odierna dovrebbe alleviare un pò la pressione che spinge i genitori a credere che sia giusto vivere sacrificandosi e dedicandosi esclusivamente alla felicità dei figli. 

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