PERCHE’ OGGI SIAMO PIU’ DEPRESSI RISPETTO AL PASSATO?

La depressione è un disturbo molto diffuso: soltanto negli Stati Uniti, si stima che ogni anno l’11% della popolazione soffre di un disturbo depressivo e che il 19% soffre di depressione in qualche momento della propria vita, il che significa che arriverà a colpire 60 milioni di americani. E’ quasi certo che una persona che conoscete sia rimasta vittima della depressione in qualche momento della sua vita.

Si tratta di un disturbo che svuota la vita di significato e di gioia.

La depressione non è molto comune fra i bambini piccoli, mentre è un problema piuttosto serio durante l’adolescenza e la sua diffusione appare in aumento.

QUANDO SI PUÒ’ PARLARE DI DEPRESSIONE?

Non bastano uno o due sintomi per stabilire la presenza di una depressione. Per diagnosticare il DISTURBO DEPRESSIVO MAGGIORE è necessario che ci sia una condizione di depressione, con umore triste e perdita di interesse per le attività, che perdura da 2 settimane, unitamente alla presenza di almeno 4 tra i seguenti sintomi:

  • Sentirsi indegni o in colpa
  • Avere difficoltà di concentrazione o nel prendere decisioni
  • Provare un senso di spossatezza o avere poche energie
  • Soffrire di insonnia o ipersonnia
  • Notare una mancanza di appetito, una perdita o un aumento di peso
  • Provare un senso di agitazione oppure un senso di rallentamento nella propria attività
  • Avere pensieri di morte o di suicidio.

Prima di formulare questa diagnosi, si escludono disturbi fisici che potrebbero dare origine a sintomi di depressione, per esempio anomalie nel funzionamento della tiroide. Inoltre,  non si fa una diagnosi di depressione a una persona in lutto per la perdita di un familiare o una persona cara, a meno che lo stato depressivo si protragga per un tempo insolitamente lungo.

Non si è depressi in un unico modo. Si può attraversare una fase di depressione più lieve che dura da almeno due anni, definita distimia. Molte donne soffrono di depressione post partum dopo la nascita di un figlio.

Una diagnosi importante è quella di DISTURBO BIPOLARE: si alternano fasi di umore depresso e fasi di “mania”, in cui ci si sente euforici, si prova un grado esageratamente elevato di autostima e si ha moltissima energia. In queste fasi, i soggetti parlano velocemente, formulando in rapida successione idee slegate l’una dall’altra, e sembrano avere bisogno di pochissime ore di sonno; a volte commettono delle sciocchezze; inoltre potrebbero correre inutilmente dei rischi o avere un’attività sessuale esuberante.

QUALI SONO LE CAUSE?

La depressione non conosce confini. L’elenco delle persone famose che hanno sofferto di depressione potrebbe continuare all’infinito: E. Hemingway, C. Darwin, Harrison Ford, Abraham Lincoln, Mark Twain.

Le cause sono da ricondurre in parte ai geni: si stima un’ereditabilità genetica dei sintomi depressivi compresa tra il 33 e il 66%. Esistono, però, altri fattori che possono aumentare il rischio di avere episodi depressivi. Per esempio, può essere che i vostri genitori vi abbiano reso più vulnerabili provocando l’insorgere di sentimenti di impotenza ed eccessiva autocritica.

Molti genitori di bambini depressi sono anch’essi depressi e quindi per loro potrebbe essere difficile svolgere al meglio la propria funzione. La probabilità di sviluppare la depressione in età adulta aumenta per chi abbia avuto genitori scarsamente affettuosi, incapaci di accettare e considerare legittime le sue emozioni e con una eccessiva tendenza al controllo e alle critiche. Inoltre, l’abuso sessuale durante l’infanzia è un importante elemento predittivo della depressione. Anche il divorzio, la separazione o la morte prematura dei genitori aumenta la probabilità di cadere in depressione in età adulta. In questo caso, un fattore importante è la qualità dell’accudimento che si è ricevuto successivamente all’evento: se la perdita di un genitore in giovane età ha comportato una diminuzione nell’accudimento, nel calore e nell’attenzione ricevuti, il rischio di depressione è molto maggiore.

In quasi tutte le culture contemporanee studiate, le donne hanno maggiori probabilità di cadere in depressione rispetto agli uomini. Le ragioni di questa differenza possono essere varie: i cambiamenti ormonali di cui fanno esperienza le donne, il fatto che hanno tendenzialmente minor potere nella società rispetto agli uomini, la maggiore importanza che danno all’accontentare gli altri e un’eventuale maggiore propensione alla ruminazione, cioè al ripensare continuamente a eventi del presente o del passato.

QUALI SONO LE CONSEGUENZE?

La depressione comporta un costo elevato a molteplici livelli. Questo disturbo causa la perdita di molte giornate lavorative, una diminuzione della produttività e percentuali elevate di invalidità.

Le persone depresse sono più inclini a seguire uno stile di vita poco sano:per esempio, fumano, fanno poca attività fisica e seguono un’alimentazione poco equilibrata.

La conseguenza più tragica, e non necessaria, della depressione è il suicidio. Le persone che soffrono di depressione hanno probabilità trenta volte maggiori di togliersi la vita rispetto ai non depressi.

PERCHÉ’ OGGI SIAMO PIÙ’ DEPRESSI RISPETTO AL PASSATO?

La psicologa Twenge ha scoperto che l’aumento dei casi di depressione verificatosi negli ultimi 50 anni è coinciso con un’intensificazione dell’individualismo e una perdita di relazioni sociali. In passato quasi nessuno viveva da solo; oggi, invece, circa il 26% dei nuclei familiari è composto da una sola persona.

Anche altre tendenze storico-culturali contribuiscono alla diffusione di questo disturbo: può darsi che il continuo cambiamento delle mode ci faccia sentire non al passo coi tempi o che il costante flusso di notizie di eventi tragici descritti nei minimi dettagli in televisione renda più pessimistica la nostra visione della vita, mentre il declino delle comunità religiose può portarci in alcuni casi ad avere un atteggiamento più cinico verso la vita. Twenge delinea il diffondersi del narcisismo e di aspettative irrealisticamente elevate e collega queste tendenze a un aumento dell’ansia e depressione. Il narcisismo si manifesta in ogni aspetto dei media, per esempio nelle fotografie di donne dal corpo e pelle perfetti che esistono solo sulle riviste. Ma il narcisismo si manifesta anche nelle aspettative irrealistiche di molti giovani a inizio carriera, giovani che si aspettano di ottenere un successo quasi immediato: all’aumentare delle aspettative, aumenta anche il senso di privazione, l’ansia e la depressione.

Nella nostra cultura si va affievolendo sempre di più il senso di appartenenza a una comunità. Si fanno sempre meno attività in compagnia, le persone siedono ipnotizzate davanti alla tv, a guardare qualcun altro vivere una “vita vera” in una serie infinita di realities: i nostri rapporti con gli altri si sono drammaticamente ridotti. Il cambiamento continuo di residenza e di posto di lavoro, il non riuscire a mantenere gli stessi amici dall’infanzia all’età adulta, e il declino delle organizzazioni civiche (sindacati, parrocchie, volontariato) ci hanno reso più isolati, più soli e depressi. Sempre più pensiamo solo a noi stessi e sempre meno entriamo in rapporto con gli altri.

La buona notizia è che la depressione può essere riportata sotto controllo con il giusto trattamento. Si avrà la possibilità di imparare nuovi modi di pensare, agire e stare con gli altri. Si potrà scoprire, con grande sorpresa, che dentro di noi si cela il coraggio che consentirà di aprire un varco nella vita, di attraversarlo e costruire un’esistenza che valga la pena di essere vissuta.

Con una terapia efficace, potrete vincere la depressione e, dopo esservi riusciti, avrete ottime possibilità di prevenirne la ricomparsa. Non è facile. Ci vorrà impegno da parte vostra. Ma esistono strumenti efficaci, e diversificati, di cui potrete servirvi.

La maggior parte delle persone depresse può trarre beneficio dalle nuove forme di terapia cognitivo-comportamentale: questo tipo di trattamento aiuta a modificare il modo in cui si pensa (cognizioni) e quello che si fa (comportamento). Quando avrete modificato il vostro modo di pensare, cambieranno anche le vostre emozioni e si interromperà il “circolo vizioso” della sofferenza che si autoalimenta.

 

Se pensi di soffrire di depressione o provi un forte senso di tristezza e disperazione, contattami attraverso il modulo sottostante:

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