CAUSE E NON CAUSE DEL DISTURBO DA DEFICIT DELL’ATTENZIONE E IPERATTIVITA’ (ADHD)

Spesso, chi non conosce L’ADHD (DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE E IPERATTIVITA’) attribuisce questo disturbo e, quindi, il comportamento agitato dei bambini a vari fattori:

  • Maleducazione del bambino causata da genitori non in grado di essere abbastanza autorevoli da far rispettare le regole;
  • Pigrizia e scarsa motivazione del bambino che è semplicemente svogliato e non vuole concentrarsi;
  • Scarsa intelligenza: quoziente intellettivo al di sotto della media;
  • Egoismo: scarsa importanza da parte del bambino di ciò che dicono e vogliono gli altri.

Quali siano le vere ragioni dell’insorgenza del DDAI rimane una delle questioni più intricate e tuttora irrisolte di psichiatria, psicologia e genetica clinica dell’infanzia.

 

Sin dal 1902, fu ipotizzata la presenza di un non ben precisato malfunzionamento del Sistema Nervoso Centrale, come causa scatenante del disturbo. Durante tutto il ventesimo secolo numerosi ricercatori hanno riscontrato interessanti somiglianze tra il comportamento dei bambini con DDAI e quello dei pazienti con lesioni alle regioni frontali (in particolare l’area prefrontale) della corteccia cerebrale: disinibizione, problemi di mantenimento dell’attenzione, difficoltà di pianificazione e di uso di strategie cognitive. 

I principali fattori presi in considerazione dagli studi svolti più recentemente sono:

  • L’ereditarietà
  • l’esposizione del feto a sostanze tossiche (ad esempio, alcool e tabacco) durante la gravidanza

L’EREDITARIETÀ

L’ereditarietà è la causa più comune di ADHD. La maggior parte delle nostre informazioni circa l’ereditarietà di ADHD proviene da studi sulla famiglia, sull’adozione, sui gemelli e dalla ricerca genetica molecolare.

  • Studi sulla famiglia: se un tratto ha una base genetica ci si aspetta che si presenti con maggiore frequenza se è già presente in membri della famiglia biologica. Dr. Joseph Biederman (1990) ed i suoi colleghi del Massachusetts General Hospital hanno studiato le famiglie dei bambini con ADHD rivelando come questo disturbo sia tramandato da genitore a figlio: oltre il 25% dei parenti di primo grado dei bambini con ADHD hanno essi stessi il disturbo.
  • Studi sull’adozione: se un tratto è genetico, i bambini adottati dovrebbero assomigliare più ai genitori biologici che a quelli adottivi. Gli studi confermano questo dato.
  • Studi sui gemelli monozigoti ed eterozigoti: i gemelli monozigoti hanno esattamente le stesse informazioni genetiche, mentre quelli eterozigoti no. Pertanto, se un disturbo viene trasmesso geneticamente, entrambi i gemelli monozigoti dovrebbero essere influenzati nello stesso modo e l’influenza essere maggiore rispetto a quella nei gemelli eterozigoti. Ci sono stati diversi importanti studi sui gemelli in questi ultimi anni, che hanno dato risultati notevolmente congruenti nonostante siano state svolti da ricercatori in diverse parti del mondo. In uno di questi studi, hanno riferito un tasso di concordanza del 82% per l’ADHD nei gemelli identici rispetto ad un 38% per l’ADHD nei gemelli eterozigoti.
  • Ricerca genetica molecolare: gli studi sui gemelli supportano l’ipotesi del contributo importante che i geni giocano nel causare l’ADHD, ma questi studi non identificano i geni specifici legati al disturbo. La ricerca genetica in ADHD è cresciuta negli ultimi cinque anni e si è concentrata su specifici geni che possono essere coinvolti nella trasmissione di ADHD: i geni della dopamina sono stati il ​​punto di partenza per le indagini. Due geni della dopamina, DAT1 e DRD4 sono stati segnalati in quanto associati con ADHD da un certo numero di scienziati.

ESPOSIZIONE A SOSTANZE TOSSICHE

I ricercatori hanno scoperto un’associazione tra le madri che hanno fumato tabacco o fatto uso di alcool durante la gravidanza e lo sviluppo di problemi comportamentali e di apprendimento nei loro figli. Una simile associazione tra esposizione al piombo e iperattività è stata trovata, soprattutto quando l’esposizione al piombo si verifica nei primi tre anni. La nicotina, alcool e piombo possono essere tossici per lo sviluppo di tessuto cerebrale e possono avere effetti sul comportamento dei bambini esposti a queste sostanze in età precoce. Questo, però, non significa che la causa del DDAI sia da ritrovare in questo settore d’indagine, in quanto la maggioranza di essi non ha avuto alcun problema di tal genere. 

CIÒ CHE NON CAUSA ADHD

Vi sono alcuni fattori che vengono spesso presi in considerazione come possibili cause del disturbo ma che in realtà non influenzano in alcun modo lo sviluppo di esso:

  • Dieta: Negli anni 70 si pensava che l’ADHD fosse il risultato di allergie o di intolleranze a determinate sostanze alimentari. Tuttavia, gran parte della ricerca fatta negli ultimi due decenni, non è stata in grado di sostenere l’affermazione che la dieta giochi un ruolo significativo nel causare l’ADHD. Nonostante questo, si continua a discutere su quale potrebbe essere il ruolo del cibo nell’ADHD, in particolare sul fatto che lo zucchero possa causare nei bambini iperattività e impulsività. Al momento, però, non c’è nessuna ricerca che confermi questo dato.
  • Ormoni: Nessuno studio ha trovato alcun collegamento significativo tra i problemi con il funzionamento degli ormoni e iperattività o ADHD.
  • Povertà o problemi nella vita familiare: nessuno studio supporta l’idea che l’ADHD sia il risultato di cattive pratiche genitoriali o altre variabili dell’ambiente familiare. Mentre i genitori di bambini con ADHD sono suscettibili ad essere più negativi e punitivi, questo può essere dovuto al fatto che i bambini ADHD sono spesso disobbedienti e, di conseguenza, i genitori hanno maggiori probabilità di sviluppare un’interazione negativa con loro.
  • Televisione: nessuno studio ha trovato alcuna connessione tra il guardare la televisione e l’ADHD. Non vi sono neanche studi che hanno indicato che i bambini con ADHD guardano più televisione di quanto non facciano quelli senza ADHD.

Si può concludere, quindi, che non sono le critiche, i rimproveri e le incoerenze educative dei genitori a causare il DDAI (che al massimo possono far persistere o aggravare il disturbo), ma sono i fattori neurobiologici controllati da specifici geni che determinano l’insorgenza del disturbo. 

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