COS’È IL MORBO DI ALZHEIMER?

La malattia dell’Alzheimer prende il nome da Alois Alzheimer, psichiatra tedesco, che scoprì questa forma particolare di demenza senile.

  • La parola demenza descrive un insieme di sintomi che possono includere problemi con la memoria, col pensiero, col comportamento e con il linguaggio. I sintomi di solito si sviluppano lentamente e peggiorano nel tempo, diventando abbastanza gravi da interferire con le attività quotidiane.
  • Nonostante il fattore di rischio maggiormente conosciuto sia l’aumentare dell’età e la maggior parte delle persone affetta dal morbo di Alzheimer sia ultrasessantacinquenni, questo non è da considerare una fase normale di invecchiamento. Il 5% delle persone con questa malattia ha un esordio precoce e spesso compare tra i 40 ed i 50 anni di età.
  • Si tratta di una malattia degenerativa che peggiora nel tempo. Nelle sue prime fasi, la perdita di memoria è moderata ma, con il passare del tempo, le persone perdono la capacità di portare avanti una conversazione e rispondere al loro ambiente. Chi ha il morbo di Alzheimer vive in media 8 anni dopo la comparsa dei primi sintomi evidenti, ma la sopravvivenza può variare da 4 a 20 anni, a seconda dell’età e delle altre condizioni di salute della persona.
  • Il morbo di Alzheimer non ha attualmente una cura ma i trattamenti per i sintomi sono disponibili e utili. Nonostante gli attuali trattamenti dell’Alzheimer non possano arrestare la sua progressione, possono però rallentare temporaneamente il peggioramento dei sintomi di demenza e migliorare la qualità della vita per le persone con malattia e per i loro assistenti. Oggi, vi è uno sforzo mondiale in corso per trovare modi migliori per curare la malattia, ritardare la sua insorgenza e prevenirne lo sviluppo.
  •  La malattia di Alzheimer è una malattia fisica che colpisce il cervello. Nel corso della malattia, alcune proteine ​​si accumulano nel cervello formando strutture chiamate “placche di amiloide” e “grovigli neurofibrillari” che determinano la perdita di connessioni tra le cellule nervose e infine provocano la loro morte e la perdita di tessuto cerebrale. Le persone con Alzheimer presentano anche una carenza di alcune sostanze chimiche importanti che aiutano a trasmettere segnali intorno al cervello. Quando vi è una loro carenza, i segnali non vengono trasmessi nel modo più efficace. Gli attuali trattamenti per la malattia di Alzheimer possono aiutare ad aumentare i livelli di questi messaggeri chimici nel cervello e quindi migliorare alcuni sintomi.

STADI DELLA MALATTIA

Il morbo di Alzheimer progredisce lentamente e percorre generalmente tre fasi:

  • FASE INIZIALE LIEVE
  • FASE CENTRALE MODERATA
  • FASE AVANZATA GRAVE

 Dal momento che il morbo di Alzheimer colpisce in modo diverso, ogni persona sperimenterà sintomi e fasi in modo differente.

 

  1. FASE INIZIALE LIEVE

Nelle prime fasi del morbo di Alzheimer, una persona può vivere autonomamente: può ancora guidare, svolgere il suo lavoro e far parte delle attività sociali. Si presentano però i primi vuoti di memoria, come dimenticare parole familiari o la posizione di oggetti di uso quotidiano. In particolare, essi possono avere difficoltà a ricordare eventi recenti e ad apprendere nuove informazioni. Questi sintomi si verificano perché il danno è di solito presente in una parte del cervello chiamata ippocampo, che ha un ruolo centrale nella memoria quotidiana.

Amici, familiari o vicini di casa cominciano a notare le difficoltà. Durante una dettagliata intervista medica, i medici possono essere in grado di rilevare i problemi di memoria o concentrazione.

Le difficoltà in questa fase riguardano:

  • Problemi a farsi venire in mente una parola o un nome
  • Maggiore difficoltà a svolgere compiti in contesti sociali o di lavoro
  • Dimenticanza ddi ciò che si è appena letto
  • Perdita di un oggetto di valore
  • Maggiori problemi di pianificazione ed organizzazione

  1. FASE CENTRALE MODERATA

Si tratta solitamente della tappa più lunga che può durare anche molti anni.

Col progredire della malattia, la persona con Alzheimer richiede maggiore aiuto e cura.

Si può notare l’utilizzo di parole in modo confuso, ottenendo frustrazione e arrabbiatura, o comportamenti inaspettati, come il rifiutarsi di lavarsi o di vestirsi. I danni alle cellule nervose nel cervello possono rendere difficile esprimere pensieri ed eseguire attività di routine.

A questo punto, i sintomi saranno evidenti agli altri e possono includere:

  • Dimenticanza di eventi o di aspetti della propria storia personale,
  • Sensazione di tristezza o ritiro sociale,
  • Confusione su dove si trova o che giorno è,
  • Necessità di aiuto per scegliere abbigliamento adeguato per la stagione o l’occasione,
  • Difficoltà a controllare la vescica e l’intestino,
  • Cambiamenti nei modelli di sonno, come dormire durante il giorno ed essere irrequieti durante la notte,
  • Aumento del rischio di vagare e perdersi,
  • Cambiamenti comportamentali e di personalità, tra cui sospettosità e deliri o comportamento ripetitivo come strette di mano ripetute

  1. FASE AVANZATA GRAVE

 

Nella fase finale di questa malattia, gli individui perdono la capacità di rispondere al loro ambiente, di avere una normale conversazione e di controllare i propri movimenti. La memoria e le competenze cognitive continuano a peggiorare, possono verificarsi cambiamenti di personalità e possono aver bisogno di aiuto in tutte le attività quotidiane.

In questa fase, gli individui possono:

  • Richiedere costante assistenza per le attività quotidiane e la cura personale
  • Perdere la consapevolezza delle recenti esperienze, nonché del loro ambiente
  • Presentare cambiamenti nelle abilità fisiche, tra cui la capacità di camminare, sedersi e, alla fine, deglutire
  • Avere crescenti difficoltà a comunicare
  • Diventare vulnerabili alle infezioni, in particolare alla polmonite

FATTORI DI RISCHIO

La maggior parte delle persone sviluppa il morbo di Alzheimer dopo i 65 anni, ma a volte capita che si sviluppi anche prima. Questo viene chiamato ALZHEIMER AD ESORDIO PRECOCE.

Lo sviluppo di questa malattia è determinato da una combinazione di fattori, tra i quali vi sono l’età, il genere, il patrimonio genetico e lo stile di vita

  • ETÀ

L’età è il più grande fattore di rischio per l’Alzheimer. La malattia colpisce soprattutto le persone con più di 65 anni. Il rischio di una persona di sviluppare la malattia di Alzheimer raddoppia ogni cinque anni. Una persona su 6 di oltre 80 anni ha la demenza.

  • GENERE

Per ragioni che non sono chiare, ci sono circa il doppio di donne rispetto agli uomini sopra i 65 anni con malattia di Alzheimer. Questa differenza non è completamente spiegata dal fatto che le donne in media vivono più a lungo degli uomini. Può essere che l’Alzheimer nelle donne sia collegato ad una mancanza di ormoni estrogeni dopo la menopausa.

  • PATRIMONIO GENETICO

Molte persone temono che la malattia possa essere tramandata a loro da un genitore o un nonno. Gli scienziati stanno studiando il background genetico del morbo di Alzheimer. Ci sono famiglie con una chiara eredità del morbo di Alzheimer da una generazione a quella successiva. In queste famiglie la demenza tende a sviluppare prima di 65 anni. Tuttavia la malattia di Alzheimer è assai raramente ereditaria.

Le persone con sindrome di Down sono particolarmente a rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer, a causa di una differenza nel loro patrimonio genetico.

  • SALUTE E STILE DI VITA

Condizioni mediche come il diabete, ictus e problemi di cuore, così come la pressione alta, ipercolesterolemia e obesità in mezza età, sono tutti noti per aumentare il rischio sia di malattia di Alzheimer che di demenza vascolare. Chiunque può ridurre il rischio di sviluppare queste malattie tenendo sotto controllo questi valori. La depressione è un fattore di rischio per la demenza; trattarla precocemente è dunque particolarmente importante.

Le persone che adottano uno stile di vita sano hanno meno probabilità di sviluppare il morbo di Alzheimer.

Questo significa svolgere regolarmente esercizio fisico e mantenere un peso sano, non fumare, avere una dieta sana ed equilibrata e bere alcolici con moderazione.

Uno stile di vita attivo che combina una regolare attività fisica, sociale e mentale contribuirà a diminuire i rischi di sviluppare il morbo di Alzheimer.

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