NON C’E’ SESSO SENZA AMORE?

Antonello Venditti cantava “non c’è sesso senza amore”. In realtà, per quanto io apprezzi il cantautore romano, non c’è niente di più sbagliato.

Spesso ci si chiede come sia possibile che i rapporti sessuali con una persona siano così buoni se non c’è nient’altro che ci avvicini: perché il sesso funziona mentre il resto non va bene? perché il sesso è perfetto ma la relazione è infelice e senza speranza?

Ci hanno insegnato che sesso “buono” significa “vero” amore, e che viceversa il sesso non potrebbe essere davvero soddisfacente e gratificante se la relazione nel suo insieme non lo è. Niente potrebbe essere più lontano dal vero.

Per via delle dinamiche che operano a ogni livello nelle nostre interazioni, incluse quelle sessuali, una relazione cattiva, proprio in quanto tale, può contribuire a rendere il sesso eccitante, appassionante e irresistibile.

Le persone spesso si convincono che il partner del momento non sia mai stato realmente amato da nessuno in passato, né dai genitori, né dalla moglie, né dalle amanti precedenti. Vediamo una persona che ha sofferto, e subito ci assumiamo il compito di compensarla per tutto quello che gli è mancato prima di incontrarci. In un certo senso, è una versione sessuale a ruoli invertiti della favola della Bella Addormentata che, per un incantesimo, dormiva, in attesa della liberazione che sarebbe arrivata con il suo vero bacio d’amore. Vogliamo essere quella persona che rompe l’incantesimo, per liberare questa persona da quello che secondo noi la imprigiona. Prendiamo la sua mancanza di affettuosità, la sua collera o depressione o crudeltà o indifferenza, come prove evidenti che non è mai stato amato abbastanza. 

Consideriamo il sesso una delle vie più importanti per arrivare a guarirlo con il nostro amore. Ogni incontro sessuale implica il nostro sforzo di cambiarlo. Con ogni bacio e ogni carezza cerchiamo di comunicargli quanto sia speciale e meraviglioso, quanto sia ammirato e teneramente amato. Siamo sicuri che, una volta convinto del nostro amore, si trasformerà nel suo vero se stesso, risvegliandosi per incarnare tutto ciò che desideriamo e abbiamo bisogno che sia.

In fondo, il sesso in queste circostanze è buono perché abbiamo bisogno che lo sia; mettiamo una gran quantità di energia nell’impegno di renderlo gratificante, meraviglioso. Qualsiasi risposta provochiamo ci incoraggia a insistere, a essere ancora più tenere e amorose, a essere sempre più convincenti. Mentre certe persone evitano di avere rapporti sessuali con il partner quando tra loro ci sono conflitto e tensione, altre, in simili circostante, trovano che il sesso sia un mezzo efficace per allentare in gran parte quella tensione, almeno temporaneamente. Per una persona che ha una relazione infelice o un partner male assortito, l’atto sessuale può essere l’unico aspetto gratificante del loro rapporto e l’unico modo di sentirsi vicini.

E’ importante a questo punto, nonostante sia estremamente difficile, definire cos’è il vero amore.

Probabilmente è così complesso perché la nostra cultura cerca di unire in una sola definizione due aspetti dell’amore del tutto opposti e che si escludono a vicenda. Così, più parliamo dell’amore più ci contraddiciamo e cediamo alla confusione e alla frustrazione concludendo che l’amore è troppo personale, misterioso ed enigmatico per costringerlo in una definizione precisa.

Gli antichi greci usavano due parole distinte, EROS E AGAPE, per distinguere due sentimenti profondamente diversi che noi confondiamo chiamandoli entrambi “amore”. EROS è l’amore-passione, mentre AGAPE indica la relazione stabile e impegnata, libera dalla passione, che esiste tra due individui che si vogliono molto bene e si preoccupano del bene reciproco.

Il contrasto tra EROS e AGAPE ci permette di comprendere il nostro dilemma quando cerchiamo entrambe queste due specie di amore contemporaneamente, in un’unica relazione con una sola persona. Ci aiuta anche a capire come mai EROS e agape abbiano ciascuno i propri difensori, quelli che proclamano che solo l’uno o solo l’altro è l’unico vero, autentico amore, perché in realtà ciascuno ha la sua bellezza, la sua verità, il suo valore. E a ogni tipo di amore manca qualcosa di prezioso, che solo l’altro può offrire.

AMORE SECONDO EROS: la profondità dell’amore si misura dall’intensità dell’ossessione per l’amato. C’è poco tempo o disponibilità per altri interessi o propositi, perché tutta l’energia è concentrata nel ricordo degli incontri passati e sui progetti di incontri futuri. Spesso si devono superare molti ostacoli e così, nel vero amore, c’è un elemento di sofferenza. Un altro indizio di amore profondo è la propensione a sopportare sofferenze e privazioni pur di salvare la relazione. Accompagnano il vero amore sentimenti di eccitazione, estasi, dramma, ansia, tensione, mistero e struggimento.

AMORE SECONDO AGAPE: il vero amore impegna profondamente due persone che si vogliono bene, hanno in comune molti valori fondamentali, interessi e fini, e tollerano di buon grado le differenze individuali. La profondità dell’amore si misura dalla fiducia e dal rispetto che sentono l’uno per l’altra. La relazione consente a ciascuno dei due di esprimere pienamente se stesso. Ciascuno considera l’altro come il suo amico più caro e più amato. Accompagnano il vero amore sentimenti di serenità, sicurezza, devozione, comprensione, lealtà, mutuo sostegno e conforto.

L”amore appassionato o l’eros è ciò che di solito la donna prova per l’uomo impossibile. In realtà, è proprio il fatto che sia impossibile a suscitare tanta passione. Perché esista la passione, è necessario che ci siano una lotta continua, ostacoli da superare, una smania di avere più di quanto è possibile. La serena dolcezza di una relazione fondata su fedeltà e sicurezza non regge il confronto con l’intensa eccitazione di una storia d’amore appassionata; così, se accadesse di ricevere finalmente dall’oggetto della passione quello che si desidera con tanto ardore, la sofferenza cesserebbe e la passione svanirebbe.

Perché in una coppia il reciproco incanto erotico iniziale possa trasformarsi in fiducia, affetto e devozione capaci di durare nel tempo, è necessario che ci siano interessi, valori e fini condivisi e l’attitudine a reggere un’intimità completa e profonda. 

Perché in una relazione ormai stabilizzata possano continuare a esserci eccitamento e attrazione reciproca, essa deve essere fondata non sulla frustrazione o il desiderio inappagato, ma su un’esplorazione sempre più profonda di quello che Lawrence chiama “i misteri della gioia” tra un uomo e una donna che si sono affidati l’uno all’altra. 

FONTE: “donne che amano troppo” di Robin Norwood

 

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