IL PADRE: FIGURA FONDAMENTALE E INSOSTITUIBILE NELLA VITA DEL BAMBINO

In questo articolo parlerò del ruolo del padre all’interno della famiglia sottolineando come sia drasticamente cambiato nel corso del tempo e quanto la sua presenza o assenza sia di fondamentale importante nello sviluppo psicofisico e sociale del bambino.

IL PADRE NELLA STORIA

In passato il padre aveva un ruolo primario all’interno della famiglia: era considerato una figura autoritaria a cui obbedire senza discutere, era colui che prendeva le decisioni finali, la sua influenza e opinione erano determinanti in tutte le questioni familiari.
Successivamente, i cambiamenti sociali, economici e culturali del 20esimo secolo, hanno provocato un cambiamento profondo nella struttura e nella funzione della famiglia con un ridimensionamento dell’autorità del padre: piano piano la sua figura è diventata sempre più marginale, addirittura trascurabile; la sua importanza viene semplicemente definita dal modo in cui riesce a provvedere economicamente alla famiglia. Assume sempre più importanza la figura materna, la quale si occupa sia dell’educazione dei figli che di tutte le altre questioni familiari in maniera significativamente maggiore rispetto al padre.

Anche la psicologia, in qualche modo, ha contribuito alla diminuzione della centralità del ruolo del padre in famiglia. Le ricerchein questo ambito, infatti, hanno posto molta importanza sulla figura materna ponendo in secondo piano il padre, la cui influenza era considerata al pari delle altre persone esterne alla famiglia ed il cui coinvolgimento era definito “insignificante” ai fini dello sviluppo e della crescita del suo bambino.Quando si parlava di genitore si intendeva implicitamente la madre e quei rari studi che prendevano in considerazione il padre lo facevano solo per studiare la relazione con la madre.

La situazione cominciò a cambiare verso gli anni 70 con gli studi che cominciarono a sottolineare l’influenza del padre e come le interazioni padre-figlio potessero effettivamente essere un importante fattore per lo sviluppo di un figlio.
Oggi sia i ricercatori che gli psicologi riconoscono e considerano scontata l’importanza del padre nell’influenzare il benessere del figlio.

EFFETTI POSITIVI E NEGATIVI DEL COINVOLGIMENTO O MENO DEL PADRE NELLA VITA DEL BAMBINO

Dalle ricerche di oggi emerge che i bambini con un padre presente e coinvolto nella loro vita hanno:

  • Maggiori probabilità di essere sicuri a livello emotivo, nell’esplorazione dell’ambiente circostante edi sviluppare in futuro migliori interazioni sociali.
  • Migliori capacità di regolare i propri sentimenti e comportamenti.
  • Migliori risultati scolastici: migliori abilità verbali, funzionamento intellettivo e rendimento scolastico tra gli adolescenti.
  • Maggiori probabilità di sviluppare sane relazioni con l’altro sesso durante l’adolescenza. Le ragazze adolescenti sono più propensi a formare opinioni positive di uomini e sono maggiormente in grado di relazionarsi con loro quando il padre è un padre coinvolto.

L’assenza del padre al contrario può provocare conseguenze disastrose:

  • Bassa autostima del bambino, coninsicurezza fisica ed emotiva
  • Problemi comportamentali con maggiori difficoltà nell’adattamento sociale e maggiori problemi in amicizia. Molti bambini sviluppano un atteggiamento spavaldo, arrogante ed aggressivo per nascondere le sottostanti ansie, paure e risentimenti.
  • Scarso rendimento scolastico.Questibambini hanno più difficoltà nello studio, si assentano con più frequenza da scuola in modo ingiustificato, hanno maggiori probabilità di essere sospesi e di abbandonare la scuola all’età di 16 anni e meno probabilità di raggiungere qualifiche accademiche e professionali in età adulta;
  • Delinquenza e criminalità giovanile. L’85 per cento dei giovani in carcere ha un padre assente e la maggiorparte dei delinquenti maschi non esprime alcun amore verso il padre;
  • Promiscuità e gravidanze adolescenziali. I bambini con il padre assente hanno maggiori probabilità di avere problemi con la sessualità, tra cui una maggiore probabilità di avere rapporti sessuali prima dell’età di 16 anni, rinunciando alle contraccezioni durante il primo rapporto, diventando genitori adolescenti e andando incontro a infezione a trasmissione sessuale;
  • Droga e abuso di alcol. Maggiori probabilità di fumare, bere alcolici e drogarsi;
  • Senzatetto: il 90 per cento dei bambini in fuga da casa ha un padre assente;
  • Sono a maggior rischio di subire abusi fisici e sessuali;
  • Problemi di salute fisica: riferiscono sintomi di salute significativamente più psicosomatici e malattie come il dolore acuto e cronico, asma, mal di testa e dolori di stomaco
  • Disturbi di salute mentale, in particolare ansia, depressione e suicidio;
  • Minori possibilità nella vita. Sono più propensi a sperimentare la disoccupazione e hanno redditi più bassi;
  • Relazioni future compromesse. Hanno maggiori probabilità di divorziare o interrompere le loro convivenze e hanno maggiori probabilità di avere figli fuori dal matrimonio;
  • Mortalità. Hanno maggiori probabilità di morire prematuramente e vivono una media di quattro anni in meno rispetto agli altri.

Questi e altri problemi sociali sono correlati con l’assenza della figura paterna nella vita del bambino. L’assenza del padre quindi dovrebbe essere una questione a cui prestare molta attenzione poiché in grado diprovocare conseguenze gravi e durature nel figlio.
Nel libro di David Blankenhorn, “Fatherless America”, l’autore chiama questa assenza “la tendenza più distruttiva della nostra generazione”.

La presenza e il coinvolgimento di un padre può essere considerata cruciale per lo sviluppo sano del bambino nello stesso modo della madre e l’esperienza di validazione della loro importanza nella letteratura ha reso i padri molto più consapevoli del loro valore che, a sua volta, ha portato ad un maggior desiderio da parte loro di essere coinvolti.

Nonostante questo, però, purtroppo, c’è ancora un forte divario tra i risultati della ricerca e la vera accettazione del valore dei padri, molti dei quali esprimono di sentirsi ancora genitori di seconda classe nel mondo dei loro figli. Libri, riviste e programmi televisivi del mattino, infatti, sono pieni di informazioni su e per le madri. Non si può dire lo stesso del padre.

Inoltre, i padri che vogliono diventare più presenti nella vita dei loro figli spesso vengono frenati dalle barriere alzate dai loro datori di lavoro, dai media e anche dalle loro mogli che potrebbero sentirsi minacciate nel loro ruolo di madri.

L’aspetto da sottolineare quindi è che i genitori di oggi non sono aiutati nell’assunzione delle proprie responsabilità genitoriali ed i genitori divorziati, in particolare, sono sottostimati come genitori.

Le leggi e le politiche spesso svalutano l’importanza dei genitori nella vita dei bambini ed il coinvolgimento dei genitori per il benessere dei bambini. Questi ultimi hanno bisogno di entrambi i genitori che necessitano a loro volta del supporto delle istituzioni sociali per essere presenti e di aiuto per i propri figli.

Spesso, i padri sono involontariamente relegati dai tribunali nel ruolo di “genitori accessori”, apprezzati solo per il loro ruolo di fornitori di servizi finanziari.

La maggior parte dei padri oggi sono desiderosi di sperimentare sia le gioie che le sfide della genitorialità, traggono soddisfazione dal loro ruolo genitoriale e considerano la paternità attiva e partecipe una componente principale della loro identità.
È importante quindi che i padri siano supportati come genitori dalle nostre istituzioni sociali, in particolari i padri divorziati che vengono troppo spesso svalutati, denigrati e portati a disimpegnarsi dalla vita dei loro figli.

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