L’AUTISMO E I VACCINI

La stragrande maggioranza delle persone che sta leggendo questo articolo avrà sicuramente sentito parlare dei VACCINI COME UNA DELLE POSSIBILI CAUSE DELL’AUTISMO. Nonostante sia già stata smentita dal comitato indipendente americano e da numerose altre ricerche, questa affermazione continua a creare dubbi ai genitori.

CHE COSA SONO I VACCINI

I vaccini sono uno strumento prodotto artificialmente per indurre nell’organismo la stessa immunità indotta da una malattia, senza che l’organismo ne sia infettato e si ammali.

Grazie alle vaccinazioni, molte malattie mortali o gravemente invalidanti (come il vaiolo, la difterite, la poliomielite) sono state attualmente sconfitte e la mortalità infantile o le disabilità che ne derivano sono state drasticamente ridotte. Tuttavia, come ogni intervento medico, anche le vaccinazioni possono presentare, seppur raramente, alcuni potenziali effetti indesiderati: possono infatti indurre la malattia che dovrebbero prevenire o le sue eventuali complicanze in organismi con ridotta capacità di produrre anticorpi.

Per questo motivo, è fondamentale che, al momento di somministrare qualsiasi tipo di vaccino, i genitori si accertino che il bambino sia in perfetta salute e rivelino al medico anche disturbi minimi come raffreddori o disturbi intestinali.

I vaccini anti morbillo, parotite e rosolia vengono per lo più somministrati attraverso la vaccinazione trivalente MMR, perché la loro combinazione in una somministrazione unica si è dimostrata più efficace nel prevenirle.

Pur non obbligatoria attualmente in Italia, bisogna sottolineare l’importanza di questa vaccinazione.

Il morbillo, infatti, è una malattia infettiva grave, che causa una morbilità e una mortalità significative e può comportare una gravissima complicanza a livello del sistema nervoso centrale, la panencefalite sclerosante subacuta (PESS). Il vaccino contro il morbillo riduce in maniera significativa la possibilità di svilupparla.

Anche la parotite e la rosolia comportano il rischio di gravi complicazioni. Infatti la parotite, anche se meno frequentemente del morbillo, può a sua volta causare encefalite, mentre la rosolia contratta dalla madre durante le prime fasi della gravidanza è stata correlata alla sindrome da rosolia congenita, che comporta danni cerebrali, deficit sensoriali e condizioni di tipo autistico nel bambino.

VACCINO TRIVALENTE MMR E AUTISMO

Tra i motivi principali che hanno portato molte persone a identificare nel vaccino una possibile causa di autismo c’è l’età di insorgenza dei sintomi, che coincide con il momento in cui viene somministrato il vaccino la prima volta; e l’apparente incremento dell’incidenza dell’autismo che negli ultimi anni si è diffuso in modo esponenziale e drammatico. Inoltre, alcuni studiosi hanno sostenuto che la «medicalizzazione eccessiva» produca un paradosso secondo il quale le vaccinazioni, pur proteggendo i bambini contro malattie acute, aumenterebbero però la suscettibilità alle malattie croniche, compresi l’autismo, l’asma, l’artrite, le allergie, le disabilità dell’apprendimento, il morbo di Crohn e il disturbo da deficit di attenzione e iperattività.

ANDREW WAKEFIELD ED IL SUO STUDIO

Chi, però, maggiormente contribuì alla diffusione dell’idea sull’associazione vaccino-autismo è stato il ricercatore inglese ANDREW WAKEFIELD che, nel 1998, riportò in un articolo su «Lancet», una delle più importanti riviste mediche al mondo, la descrizione di dodici casi clinici di bambini ai quali, attraverso la colonscopia, erano stati osservati disturbi gastrointestinali e disturbi del comportamento tipici dell’autismo dopo la somministrazione della vaccinazione MMR. L’articolo ipotizzava che il vaccino causasse infiammazione intestinale e passaggio nel sistema nervoso centrale di sostanze tossiche che darebbero luogo all’autismo.

I media diffusero questa notizia in maniera sorprendente ed esponenziale e l’effetto fu devastante. Nell’intero Regno Unito, le percentuali di bambini vaccinati crollarono dal 93% al 75% e solo a Londra arrivarono al 50%. Le conseguenze non si fecero attendere e furono terribili. Dai 56 casi di morbillo del 1998, in Gran Bretagna e Galles si arrivò ai 1348 del 2008 con due decessi direttamente causati dal morbillo. Dopo 14 anni da quando il morbillo fu dichiarato sotto controllo dalle autorità sanitarie inglesi, nel 2008 è stato ridefinito come endemico.

VERIFICA STUDIO WAKEFIELD

In seguito al clamore suscitato dal primo articolo di Wakefield, Il Centro per il Controllo delle Malattie (CDC) di Atlanta e l’Istituto Nazionale della Sanità degli Stati Uniti (NIH) hanno riconosciuto la necessità che un Comitato Indipendente esaminasse attentamente l’ipotesi dell’associazione fra vaccino MMR e autismo, valutando la sicurezza di altri vaccini, al fine di fornire una guida per tutti coloro che ne fanno uso. Per evitare eventuali reali o presunti conflitti di interesse, i membri candidati del Comitato furono selezionati sulla base di criteri severi, che escludevano chiunque avesse partecipato a studi di ricerca sulla sicurezza dei vaccini, avesse ricevuto fondi da parte di case produttrici di vaccini o loro compagnie affiliate, o avesse preso parte a comitati di consulenza sui vaccini

 Il Comitato ha preso in esame le numerose ricerche sull’ipotesi vaccino MMR-autismo e ha smentito l’esistenza di una relazione causale tra vaccino MMR e disturbi dello spettro autistico; non vi è alcun meccanismo biologico in grado di supportare l’ipotesi di tale relazione. Sebbene sia teoricamente possibile che un’infezione virale causata dal vaccino possa colpire il sistema nervoso centrale, provocare una risposta autoimmune e infine causare autismo, i ricercatori non hanno osservato alcuna evidenza di questo tipo di processo.

Altre importanti associazioni mediche (l’Accademia Americana dei Pediatri, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e le autorità sanitarie inglesi) sono giunte alle stesse conclusioni, negando qualunque relazione tra vaccino trivalente e autismo.

Dal 2002, inoltre, la maggior parte dei coautori degli articoli di Wakefield incominciarono a dissociarsi dalle argomentazioni di quest’ultimo e, un’inchiesta del “Sunday Times” fece emergere il conflitto d’interesse del dottor Wakefield il quale era astato contattato da un avvocato per proporgli di effettuare degli studi che dimostrassero la correlazione tra autismo e vaccinazioni. Era un aggancio importante per quell’avvocato che stava per iniziare una causa contro le case produttrici del vaccino, per ottenere un risarcimento miliardario. Bisognava dimostrare che il vaccino per il morbillo causasse l’autismo.
Wakefield ricevette oltre 500.000 sterline per effettuare quello studio, proprio dall’avvocato. Avvenne una vera e propria organizzazione per il riciclaggio di tutto quel denaro, tramite società fittizie e compravendite fasulle.
Wakefield naturalmente smentì tutto ma un giornalista (Brian Deer) iniziò un’indagine intensissima che fu poi mandata alla TV inglese ed il medico fu costretto ad ammettere tutto.
Si scoprì successivamente che il medico inglese aveva addirittura brevettato un sistema di produzione per i tre vaccini separati (e non trivalenti, cioè assieme nella stessa soluzione), era questo il suo consiglio iniziale (ricordate?), non vaccinate i vostri bambini o fatelo con i vaccini separati: questi non erano in commercio, lui lo sapeva e si era preparato a venderli era tutto programmato…incredibile dove arriva la mente diabolica di certe persone.
Il giornalista che indagò su di lui, scoprì altre falsità: bambini che avevano l’autismo PRIMA di vaccinarsi. Biopsie assolutamente normali che Wakefield classificò come patologiche, il laboratorio che effettuò le ricerche dei virus era del tutto inadatto, non attrezzato, non sicuro, non controllato, chiuse dopo pochi mesi dallo scandalo. E’ curioso osservare ancora una volta, che la gente che è convinta che i vaccini facciano male, alla fine non sono che vittime di un imbroglione cronico. Insomma, un guaio, che aveva provocato dei guai ancora più grossi. Diversi bambini ebbero gravi problemi (o morirono) per la sete di denaro di questa persona e furono inutili gli appelli delle autorità a non abbandonare le vaccinazioni.

Nel maggio del 2004, poi, il Comitato Indipendente di esperti che già nel 2001 aveva concluso sulla non evidenza di un’associazione tra vaccinazioni e comparsa di disturbi dello sviluppo, affermò che vi sono «consistenti evidenze di un’assenza di associazione» e che il vaccino MMR non era associato con l’autismo. Nel 2008, infine, uno studio del Guy’s Hospital, della Health Protection Agency e della Manchester University ha testato la presenza di anticorpi anti-morbillo in bambini con e senza autismo e non ha trovato alcuna differenza fra i due gruppi, né alcuna evidenza di un legame fra autismo e vaccinazione trivalente anti morbillo-parotite-rosolia. Quest’ultimo, dunque, è il più recente e ampio studio che non è riuscito a trovare alcun legame fra vaccinazione trivalente MMR e autismo, smentendo l’ipotesi di un ruolo causale del sistema immunitario del bambino.

Successivamente a quelle vicende per studiare l’ipotesi di Wakefield che aveva seminato il panico, nessuno studio e nessuna ricerca dimostrò una correlazione tra vaccini ed autismo, sempre smentita da tutti gli studi che sviscerarono in tutti i suoi aspetti il collegamento tra le due cose ed anche dall’evidenza.

Eppure Andrew Wakefield è oggi uno dei più noti antivaccinisti britannici e può contare nel sostegno di centinaia di persone che credono ancora alle sue parole.

Ancora oggi si leggono affermazioni perentorie (anche da parte di medici) come quella che i vaccini causino l’autismo o altre malattie. Ma chiedete le prove, i riferimenti: non li ha nessuno per il semplice motivo che non esistono. Al massimo vi linkeranno uno dei tanti siti catastrofisti.

Chiedete quindi a queste persone se sanno perchè il vaccino possa essere causa di malattie come l’autismo.
Oltre alla storia di Wakefield infatti, negli anni sono nate altre leggende sulle vaccinazioni: presunta tossicità, presunto collegamento con malattie, presunto avvelenamento. In realtà non esiste un solo studio che dimostri tossicità o pericolosità dei vaccini. Non esiste prova o dimostrazione che i vaccini siano più pericolosi di quanto siano utili. La prova migliore? Resta sempre il fatto indiscutibile che miliardi di individui nel mondo, sono stati e sono sottoposti a vaccinazione, eppure il genere umano è ancora qui e non c’è nessuna strage di bambini e soprattutto l’uomo ha raggiunto una media di vita ed un livello di benessere fisico mai conosciuto nella sua storia evolutiva.

Le vicende di Wakefield, nel campo del terrorismo sanitario, sono comunque esplicative di come una voce allarmistica possa causare seri danni alla persona.

 

IL DISCUSSO RICERCATORE INGLESE ANDREW WAKEFIELD

La vicenda della responsabilità del vaccino MMR nel causare autismo impartisce alcuni importanti insegnamenti. Prima di tutto eventi concomitanti nel tempo non sono necessariamente correlati in un rapporto di causa-effetto. Il fatto che il vaccino MMR venga somministrato di routine più o meno alla stessa età in cui viene identificato l’autismo rafforza il sospetto di un legame fra i due eventi, ma non prova che vi sia un nesso causale.

In secondo luogo, il legame MMR-autismo rivela brillantemente la natura autocorrettiva della scienza: come molte ipotesi scientifiche, quella della correlazione MMR-autismo – pur ragionevole quando fu inizialmente proposta – risultò essere scorretta e come tale dovrebbe essere riconosciuta.

Tuttavia, in terzo luogo, la questione MMR-autismo illustra la perseveranza delle idee scorrette anche a fronte di convincenti evidenze del contrario. Wakefield, infatti, continua tuttora a tenere conferenze sull’autismo e sulle sue terapie, si rifiuta di rispondere alle accuse di Brian Deer e riesce a mantenere una propria credibilità grazie ad alcuni argomenti che nulla hanno a che fare con il rigore della scienza.

Uno degli argomenti preferiti a difesa delle sue ipotesi è che la storia della scienza è punteggiata di episodi di rifiuto nei confronti di pionieri e delle loro scoperte, citando ad esempio Galileo, Lister (e le sue tecniche antisettiche), Pasteur e le sue teorie sui germi. E tuttavia i pionieri della scienza furono perseguitati in tempi in cui la scienza era molto meno riconosciuta e, in certi casi, le critiche alle loro idee provenivano da autorità religiose.

In secondo luogo, la base del metodo scientifico è che l’onere della prova sia a carico di colui che pretende il riconoscimento delle sue teorie: le idee di Galileo, Lister e Pasteur hanno superato le critiche perché la loro attendibilità scientifica può essere dimostrata.

Un altro argomento correlato sempre da parte di Wakefield è l’accusa di “complotti” a censura delle sue ipotesi: come possiamo escludere che le multinazionali del farmaco, le istituzioni ufficiali o le associazioni professionali non siano coinvolte in qualche “mostruoso complotto” per tenere nascosta al pubblico la pericolosità dei loro prodotti (come il vaccino MMR)? Tanto per cominciare, non esistono riscontri storici di episodi del genere in passato: il miglioramento dello stato generale di salute della popolazione non è una minaccia per la professione medica e i medici acquisiscono credito curando le malattie, non causandole. Quando la polio è stata sconfitta, i polmoni d’acciaio sono diventati virtualmente obsoleti, ma nessuno si è opposto al progresso in nome dei cambiamenti che si sarebbero verificati negli ospedali, né i medici piangeranno – se mai ci arriveremo – dopo la sconfitta dell’autismo.

Eppure, nonostante le smentite della comunità scientifica e benché ad oggi nessuna nuova ricerca abbia riproposto in modo credibile il rischio di autismo in seguito alla vaccinazione MMR, l’ipotesi di Wakefield continua a destare allarme nella popolazione, inducendo una resistenza verso la vaccinazione trivalente MMR e, più in generale, sfiducia verso le vaccinazioni infantili in generale. Con danni non da poco: «In un solo colpo – afferma il “British Medical Journal” – Wakefield ha minato il programma di vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia del Regno Unito e, successivamente, nel mondo».

 L’importanza di dar credito agli studi che dimostrano la mancanza di connessioni di causa-effetto fra vaccino MMR e autismo trascende la sola scienza.

Malattie infettive come morbillo, parotite e rosolia, lasciate incontrollate, potrebbero essere causa di gravi condizioni patologiche e decessi. Le autorità sanitarie temono il ripetersi della storia già accaduta con il vaccino della pertosse negli anni Settanta, quando la combinazione di un basso numero di casi di pertosse e le preoccupazioni della gente circa la sicurezza del vaccino furono causa di una caduta dei tassi di immunizzazione in tutto il mondo, con gravi conseguenze. In Giappone, ad esempio, la copertura vaccinale della pertosse scese dall’80% al 10%, alla metà degli anni Settanta, conducendo a un’epidemia con 13.000 casi segnalati e 41 decessi. Secondo lo IOM (l’Institute of Medicine americano), il vaccino morbillo-parotite-rosolia (MMR) ha avuto un enorme successo nell’eliminare virtualmente morbillo, parotite e rosolia negli Stati Uniti. I casi di morbillo sono scesi da oltre 400.000 per anno in epoca pre-vaccino a soli 100 nel 1999. E comunque queste malattie rimangono una seria minaccia in altre parti del mondo, dove i bambini non vengono vaccinati di routine. Nel 2000, il solo morbillo è stato responsabile di oltre un milione di decessi. L’introduzione di una politica sanitaria per prevenire con la vaccinazione malattie gravi come morbillo, parotite e rosolia ne ha comportato una palese riduzione dell’incidenza in tutti i Paesi in cui la sanità pubblica ha implementato l’iniziativa. Malgrado i rari episodi di effetti collaterali, è necessario che questa politica – che ha dato risultati così soddisfacenti – sia sostenuta ed estesa ovunque a livello mondiale per prevenire morti, sofferenze e disabilità. Rifiutare la vaccinazione trivalente MMR lascia i bambini alla mercè di infezioni che potrebbero causare gravi malattie e morti, guardando in particolare ai bambini provenienti dai Paesi in via di sviluppo, più vulnerabili alle patologie infettive comuni nei nostri Paesi e alle loro gravi complicanze.

Sulla base di questi riscontri, le associazioni nazionali ed europee rappresentative delle persone con autismo concordano con il parere delle più autorevoli organizzazioni e istituzioni sanitarie internazionali, che non raccomandano una revisione dell’attuale politica delle vaccinazioni e ne sostengono l’attuale programma di somministrazione. I genitori dovrebbero discutere le loro preoccupazioni sulle eventuali conseguenze delle vaccinazioni o della mancata somministrazione dei vaccini con i pediatri, i medici di famiglia e gli operatori sanitari preposti, considerare le conseguenze a lungo termine delle loro decisioni per la salute e la vita stessa dei propri bambini e di migliaia di altri, nella consapevolezza che esporli ai rischi delle infezioni da morbillo, parotite e rosolia non contribuirà a limitare il rischio di manifestare, anche tardivamente, sintomi di autismo o a prevenirli.

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